Corsi di Egittologia

 Corso di lettura e commento di testi geroglifici (2021-2022)

L’ AdAC ripropone  per quest’anno accademico un corso di lettura di testi geroglifici.
Naturalmente il corso presuppone una conoscenza di base della grammatica e della  scrittura geroglifica.
Il corso è articolato in 10 lezioni di due ore ciascuna ed è un’occasione straordinaria per immergersi nell’atmosfera magica della antica civiltà egiziana.
Il corso affronterà la lettura ed il commento del testo:

-Racconti di maghi del papiro Westcar

Presentazione di Alessandro Roccati:

La celebre collana di “racconti di maghi” è nota da un solo documento, la cui copiatura non fu mai portata a termine. Il papiro Westcar, conservato nel Museo di Berlino, fu acquistato da Richard Lepsius in Italia, dove lo aveva portato dall’Egitto sul mezzo dell’Ottocento la dama inglese da cui prende il nome. Il deciframento della sua difficile scrittura ieratica è però merito di Adolf Erman, il quale impostò su questo testo una parte fondamentale della sua grammatica egizia, tuttora alla base degli studi.

La complessa cronologia elaborata dagli egizi permette di ordinare la successione degli episodi sulla sequenza di varii faraoni che provvede una cornice alla narrazione, corrispondente alla coscienza che gli egizi avevano maturato del loro passato e dei monumenti antichi. È questa la fonte più esplicita al riguardo, la quale si sofferma sull’evocazione di prodigi e si snoda in un crescendo di eventi meravigliosi, illustrando quale fosse la concezione della Storia al momento della composizione.

La scena storica dei racconti è data dai regni più famosi dell’età delle piramidi, ma contrasta con il livello di lingua, che non è arcaizzante come quello di altre opere, bensì decisamente aperto ad innovazioni che annunciano un futuro stadio linguistico. La datazione del testo, sicuramente più antica del manoscritto che ce lo tramanda, è nondimeno saldamente situata nel Medio Regno da interferenze del contenuto con documenti di differente natura.

Sono appunto le componenti di carattere rituale che contrassegnano l’interpretazione e la comprensione di questa composizione nel suo insieme, e che non permettono più di assegnarla alla narrativa popolare come a lungo è avvenuto.

docente:
prof. Alessandro Roccati, emerito dell’Università di Torino

 

I libri dell’aldilà del Nuovo Regno

Il passaggio dal modello architettonico piramidale a quello delle tombe ipogee nella Valle dei Re segna un cambiamento nella concezione dell’aldilà tra le tradizioni funerarie dell’Antico e del Medio Regno e quelle che si sviluppano nel corso del Nuovo Regno: si passa dunque da una concezione prevalentemente solare e celeste a un’altra di natura sotterranea. La realtà oltremondana si configura come uno articolato spazio ctonio che il Sole, con cui il defunto si indentifica, deve attraversare ogni notte, dal tramonto all’alba, per garantire il suo processo di rinnovamento ciclico, e perciò la sua rinascita, e quella dell’intero cosmo. Questo periplo trova concreta rappresentazione grafica in una serie di componimenti funerari ispiratisi nell’impianto di base al libro delle due Vie, a sua volta associato ai testi dei sarcogafi. Inoltre, diversamente dalla letteratura funeraria del Medio Regno, che si forma e sviluppa in ambito privato, i libri che descrivono l’aldilà nel Nuovo Regno trovano la loro ragione d’essere nel contesto delle tombe regali.
Questi testi, che portano il nome generico di Libri dell’Amduat (Ciò che è nell’aldilà), offrono la possibilità di ripercorrere il viaggio notturno del Sole, mediante immagini e testi, attraverso le dodici regioni dell’aldilà che corrispondono grosso modo alle 12 ore della notte.
Nel nostro ciclo di incontri ci soffermeremo in particolare su due argomenti:
1. La storia della valle dei re,la necropoli dei sovrani del Nuovo Regno (Dinastie XVIII, XIX, XX): geologia, topografia, tipologia di impianti tombali, scavo e decorazioni, corredi funerari, etc;
2. Il primo dei componimenti, in termini temporali, che offrono un’immagine dello spazio oltremondano, ovvero, il Libro dello Spazio Occulto da cui successivamente si svilupperano altri componimenti, il Libro delle porte e il Libro delle caverne.

dott. Ruggero Pucci
Accademia delle Antiche Civiltà