Corsi di Egittologia

 Corso di lettura e commento di testi geroglifici

L’AdAC ripropone  per quest’anno accademico un corso di lettura di testi geroglifici.
Naturalmente il corso presuppone una conoscenza di base della grammatica e della  scrittura geroglifica.
Il corso è articolato in 10 lezioni di due ore ciascuna ed è un’occasione straordinaria per immergersi nuovamente nell’atmosfera magica della antica civiltà egiziana.
Il corso affronterà la lettura ed il commento di due testi:
– la storia di Sinuhe (testo di riferimento: l’edizione sinottica edita a Brusselle nella Bibliotheca Aegyptiaca)
– la stela di Thutmosi III al Gebel Barkal

Presentazione di Alessandro Roccati:
La Storia (o le Avventure) di Sinuhe è uno dei primi testi della letteratura mondiale e in quanto tale testimone di processi storici di estremo interesse, essendo altresì l’opera meglio documentata in Egitto fuori della tradizione funeraria. La lettura di quest’opera è fondamentale per la formazione di un egittologo, che in essa trova sempre nuovi spunti dovuti al progresso della disciplina. La lunghezza del testo, completamente conservato, è tale che essa occuperà probabilmente buona parte del tempo a disposizione.
Per contrasto, nei ritagli di tempo, si vuole dare spazio alla lettura di stele regali della XVIII dinastia, provenienti dalla profonda Nubia.

Presentazione di Emanuele Ciampini:
“Sin dalla più alta antichità, l’Egitto dei Faraoni ha inserito il mondo esterno all’interno della propria mappa mentale e culturale. Regni potenti, così come entità politiche minori, diventano parte di una visione del mondo che si trasforma nel tempo; accanto a una geografia effettiva, sarà inoltre possibile esplorare i modi con cui la cultura seppe creare regioni e territori che appartengono alla dimensione del mito o dell’immaginario”.
scheda

docenti:
prof. Alessandro Roccati, emerito dell’Università di Torino
prof. Emanuele Ciampini, Università di Venezia

Corso di cultura egiziana antica: “Introduzione ai testi dei sarcofagi”

Questa tradizione religiosa nasce e si sviluppa nel medio Egitto durante il cosiddetto primo periodo intermedio o epoca feudale che segna la transizione dalla crisi del modello statale menfita del Regno Antico a quello del Medio Regno. Si tratta dunque di una tradizione locale che raccoglie solo in parte alcuni dei contenuti presenti nei Testi delle Piramidi, primo esempio di letteratura funeraria e il cui obiettivo primario era quello di garantire al re defunto la sua solarizzazione (piena identificazione con il dio solare heliopolitano Ra), la sua ascesa verso il cielo settentrionale, dove sarebbe diventato una stella imperitura e, infine, la sua identificazione con il dio della Duat (l’aldilà), Osiride. Lo scopo perciò era assicurare al re defunto la sua resurrezione, il suo sicuro passaggio attraverso le insidie della Duat e dell’Akhet e, infine, dopo essersi congiunto al Sole nel Sekhet Iaaru, la sua ascesa in cielo e la sua trasformazione in membro dell’equipaggio della barca sacra.
I testi dei sarcofagi, invece, scaturiscono in ambito essenzialmente privato e sono il risultato di due eventi fondamentali:
1. Lo sgretolamento della monarchia menfita, quindi dell’idea stessa di regalità intesa come emanazione divina perfetta e indissolubile. Questo fatto porterà, tra l’altro, alla democratizzazione dell’aldilà, per cui chiunque potrà arrogarsi i privilegi regali e declinarli in chiave diversa per assicurarsi un accesso alla vita eterna;
2. La lettura pessimistica del primo periodo intermedio, che riflette lo smarrimento di una società che ha perso tutte le sue certezze con la fine del Regno Antico e che si interroga sulla propria natura e che cerca di ridefinire la sua posizione nell’universo.
Questi eventi porteranno a riflettere sula realtà oltremondana spettante a ogni essere umano che ha vissuto secondo le regole di maat, la misura universale di ogni comportamento, il tessuto su cui l’interno universo è costruito.
Diverse speculazioni, favorite dall’ascesa di molte divinità locali (Anubi, Montu, Khnum, Thot), cercheranno di dare risposta ai quesiti sulla vita dopo la morte. Inoltre, i sarcofagi, veri ricettacoli di questo esempio di letteratura funerari, si trasformeranno in immagine del cosmo, con una decorazione che segue dei modelli ben definibili. Inoltre, a Deir el-Bersha abbiamo i primi esempi, sul fondo del alcuni sarcofagi, di una mappa che descrive la geografia dell’aldilà, il cosiddetto Libro delle due vie, che a sua volta ispirerà i libri dell’aldilà del Nuovo Regno (l’Amduat, il libro delle porte, il libro delle caverne, etc).

dott. Ruggero Pucci
Accademia delle Antiche Civiltà