Corsi di assiriologia

La medicina assiro-babilonese  (corso monografico)

I testi medici dalla Babilonia e dall'Assiria (per lo più riuniti nella Biblioteca di Assurbanipal a Ninive, ma anche di epoca più tarda, fino al IV sec. a.C.) rappresentano un nuovo orizzonte di studi sull’antica Mesopotamia, sbocciato da poco più di un ventennio, e oggi contrassegnato da uno sviluppo estremamente vivace a livello internazionale, con una rivista scientifica dedicata di apparizione regolare, frequenti volumi di nuove edizioni di parti del corpus testuale, continue pubblicazioni collettanee come esito di congressi, simposi,gruppi di studio.
In questi testi, poi, appare l’inedito quadro di una Mesopotamia “altra”, rispetto alla documentazione proposta più di frequente: il re, primo attore abituale nei testi storiografici dell’Assiria e della Babilonia è qui del tutto assente. Lo è anche la sua maestosa città capitale e la sua reggia o il tempio, descritti o visibili come rutilanti d’oro e di pietre preziose. Unico protagonista dei nostri testi è invece il medico, che peraltro non ha un’identità individuale (come continerà a non averla in gran parte dell'orizzonte greco-romano). Ancora più “senza volto”, poi, è la sua controparte, il paziente, che si identifica nei testi in tutto e per tutto con la propria sofferenza.
Ricchissimo è invece il quadro delle malattie e delle sue cure, descritte nei testi "dalla testa ai piedi" e attribuite a dèi o entità demoniache; abbondante è il repertorio della materia medica usata per le cure; complesso è infine il quadro dei legami tra terapia fisica ed espedienti magico-rituali. In sintesi, troviamo in questi testi uno scenario più vicino alle vicende esperite sulla propria pelle da Giobbe e Giona che alle storie pubbliche di trionfo e decadenza di un Sardanapalo o di un Nabucco, tanto per accennare ad alcuni stereotipi culturali più sedimentati.

scheda

Prof. Frederick Mario Fales
Professore Senior  - Università degli Studi di Udine
Storia del Vicino Oriente antico - History of the Ancient Near East

Introduzione alla grammatica della lingua accadica

Nella enorme messe di letteratura si è scelto di supportare l'introduzione alle strutture essenziali della lingua accadica con testi (essenzialmente passi tratti dal famoso codice di leggi e dalle epistole) risalenti al regno del celebre sovrano babilonese Hammu-rapi (prima metà del II millennio a. C.). La ragione è che la lingua di quest'epoca, detta appunto “paleo-babilonese”, fu considerata la lingua “classica” per eccellenza dagli stessi Babilonesi, dal momento che continuarono a copiarne e tramandarne i testi più significativi (divenuti ormai parte essenziale del curriculum degli scribi apprendisti) fino alla fine del I millennio, e che a essa largamente attinsero nella composizione delle opere letterarie redatte successivamente.

Dr. Salvatore Gaspa
Alexander von Humboldt Research Fellow

Assyriologie - Seminar für Sprachen und Kulturen des Vorderen Orients
Ruprecht-Karls Universität Heidelberg

Università di Padova